venerdì 14 febbraio 2020

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Ci sono molte persone che amano il calcio. E altrettante che lo odiano. A quelli che lo odiano vorrei dire di non restare sulla superficie del fenomeno. Godete del calcio ma in modo critico. Sappiate che un calciatore top player fattura come un'azienda. Per cui si pretenda da lui un impegno massimale corrispondente ai suoi guadagni. Ma senza esagerare. I calciatori moderni, ma anche quelli dei tempi andati sono visti e sono stati visti come dei modelli di comportamento. Si prega di scegliere come modelli quelli più virtuosi, per quanto possibile. A tutti coloro che odiano il calcio indiscriminatamente vorrei dire che non si può odiare indiscriminatamente nulla. A meno che non ci sia dietro qualche conflitto irrisolto. Cerchiamo di separare il tifo inteso come fanatismo, che , come tutte le cose ammantate di fanatismo non può che portare a fenomeni negativi. Per quanto mi riguarda credo che il calcio sia un fenomeno sociale. Un modo di temperare e rinchiudere i conflitti naturali in tutte le associazioni umane nello stretto ambito della passione per una squadra da espletare intorno al rettangolo di gioco. Tutto ciò che ne deriva in termini di violenza non ha nulla a che vedere con il calcio inteso come sport. Si tratta di teppismo, nella variante più estrema e di politica in quella più sottile e ragionata. Quando diventa un veicolo per convogliare fenomeni come razzismo, discriminazioni, o , addirittura, consenso elettorale, beh, in tal caso parleremo, con un cacofonico termine, di "calcismo" e non di calcio. 
Si può discettare sul fatto che il calcio sia un gioco intorno al quale girano molti soldi e che sarebbero anche troppi per un gioco che consiste nel calciare un pallone in un rettangolo di gioco , undici contro undici, cercando di far terminare, con piedi e testa, il pallone in ciascuna delle porte avversarie. Ma il calcio, per fortuna è molto di più e come tutti i fenomeni sociali , intorno ad esso, ci sono storie. E io racconto storie. Per cui questo libro sarà sul calcio ma non parlerà solo di calcio. Così come il calcio non è solo milioni ed esagerazioni economiche in un mondo che non ha ancora sconfitto la fame. Il calcio è molto di più. Perchè mentre stai protestando per tutto questo spreco, l'urlo del pubblico, le bandiere al vento, le sciarpe al collo e le analisi più o meno tecniche buttate lì , fianco a fianco, negli angusti seggiolini di quell'enorme catino chiamato stadio, ti stanno già chiamando. E tu ti affretti  a salire lungo la spirale di piloni alti come torri di Babele, per vedere il calcio d'inizio. E il cuore batte forte. Come quando devi fare l'amore. Come quando stai per fare un esame. O come quando la politica ti delude eppure speri ancora che l'uomo in un sussulto finale , rinsavisca e faccia la cosa giusta. Una volta tanto.

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